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translational music

La Translational Music, come si legge sul sito ufficiale, è una “modalità per tradurre emozioni vissute a livello profondo, cellulare, in un piano più alto, quella della musica” e sfrutta le vibrazioni prodotte della musica per creare un benessere psicofisico e favorire l’armonia e l’omeostasi cellulare. Messa a punto da Emiliano Toso, biologo cellulare e musicista compositore, è eseguita con strumenti acustici a 432 Hz. A livello superficiale non avvertiamo nessuna differenza, ma a un livello più profondo questa frequenza induce l’organismo a riposarsi, a rigenerarsi e a purificarsi, e stimola la concentrazione e la creatività. Le vibrazioni così prodotte si diffondono nel nostro corpo attraverso le cellule, non soltanto dal punto di vista biochimico, dalle orecchie al cervello, ma anche dal punto di vista biofisico, perché l’onda sonora pervade l’organismo regalando una sensazione di benessere e di salute. La musica, infatti, ha il potere di influenzare non solo la nostra sfera affettiva e spirituale ma anche quella fisica, biologica e cognitiva, modulando le funzioni cardiache e neurologiche. Interferisce con la pressione sanguigna, la respirazione, l’elettroencefalogramma, la temperatura corporea, la sudorazione, il sistema immunitario ed endocrino e induce il miglioramento negli stati di dolore, ansia, nausea, fatica, stress e depressione. Stimola la produzione di dopamina e oppioidi endogeni nel nostro cervello, con grande vantaggio, per esempio, nel dolore post-operatorio. Esiste inoltre una correlazione tra la musica e la produzione di ossitocina, un ormone collegato con la socializzazione, il parto, il legame madre-figlio e la comunicazione emozionale. Per quanto riguarda la sfera dei nostri sentimenti, la scienza ha dimostrato ciò che sappiamo per istinto, che la musica possa regolare le emozioni o amplificarle, in primo luogo attraverso la sua azione sui centri celebrali di appagamento.

Per tutte queste ragioni, la Translational Music è utilizzata in tutto il mondo non solo da singoli individui ma da operatori nel campo della salute, della meditazione e dello yoga.

riflessologia plantare

La riflessologia ha origini molto antiche e si basa sulla consapevolezza che nei nostri piedi è riflesso l’intero corpo; attraverso la riflessologia plantare, dunque si possono raccoglierne i messaggi. Questa tecnica non è un metodo per diagnosticare malattie ma una valutazione energetico-funzionale globale, che può essere utilizzata per favorire il riequilibrio e ha un forte valore di prevenzione. È una tecnica non invasiva, efficace e naturale, che produce uno stimolo volto ad attivare le risposte interne di autoregolazione dell’organismo. La sua azione si esplica con la stimolazione, mediante pressione manuale, di specifici punti di riflesso posizionati sui piedi e relazionati energicamente con organi e apparati. Grazie alle reti neurali associate ai circuiti neuro-riflessi, la riflessologia agisce sul sistema nervoso, endocrino, immunitario, circolatorio, ormonale, portando a un riequilibrio profondo e globale e ripristinando l’omeostasi, la naturale tendenza dell’organismo al raggiungimento di una stabilità relativa. Il massaggio riflessologico rafforza la tendenza del corpo all’autoconservazione, stimolando i processi di autoregolazione e autoguarigione.